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ARCHIVIO EVENTI

 

Incontri filologici del MARTEDI'
organizzati da Gi., Gi. & Gi.


Martedì 11 marzo 2003, ore 15.00 - 17.00


Biblioteca del Polo Classico
Università degli Studi di Napoli "Federico II"

 

Lucia Gualdo Rosa introduce il seminario di
Luigi Ferreri
(Università di Roma "La Sapienza")


Genesi, caratteristiche e tradizione manoscritta del 'De rebus per epistolam quaesitis'
di Aulo Giano Parrasio.
Spunti per un'edizione critica.

 

Il "De rebus per epistolam quaesitis" di Aulo Giano Parrasio fu edito postumo per la prima volta nel 1567 a cura di Henri Estienne (lo Stefano). Le edizioni successive di Janus Gruter (1603) e Saverio Mattei (1771) si sono limitate a riprodurre il testo dello Stefano. Una nuova edizione critica è indispensabile data l'importanza dell'opera, che non ha ricevuto finora l'attenzione che meritava, malgrado essa sia il documento forse più significativo del metodo filologico di Parrasio e malgrado proprio gli ultimi anni abbiano segnato una svolta importante nello studio degli epistolari degli umanisti. Per procedere ad un'edizione critica occorre accertare la genesi dell'opera. Questo lavoro, che non è stato finora mai tentato con rigore sistematico, occuperà larga parte del seminario. L'intenzione di Parrasio di scrivere un'opera 'de rebus per epistolam quaesitis' risale al periodo del suo soggiorno a Milano (1499-1507), ma egli vi lavorò con intensità soprattutto a Vicenza (1507-1509), dove approntò una stesura pronta per la stampa che però non giunse mai in tipografia. In seguito egli continuò a modificare le parti già stilate e ad aggiungere nuove epistole. La tradizione manoscritta, se indagata a dovere, può offrire indizi preziosi sulla datazione delle epistole e sulle fasi in cui l'umanista lavorò all'opera senza tuttavia mai giungere al 'ne varietur'. Inoltre, sempre in previsione di un'edizione critica, occorre valutare se i 'Quaesita' rappresentino un epistolario, cioè un'opera organica scritta con un intento letterario, o una semplice raccolta di lettere, se le epistole siano state realmente spedite. Infine occorre dare conto dei principali problemi della tradizione manoscritta: essi sono particolarmente spinosi nel caso di un'opera, come la nostra, che non venne licenziata in una forma definitiva dall'autore.

 

 

Nel corso dell'incontro saranno indicati il calendario ed i titoli delle prossime relazioni. Chi desideri ulteriori informazioni sugli argomenti dei prossimi incontri ovvero chi voglia tenere una relazione nel prossimo ciclo di seminari (Anno Accademico 2002-2003) può rivolgersi a Giancarlo Abbamonte al seguente indirizzo email: giancarlo.abbamonte@unina.it

 

Prossima relazione


18.03.03: T. Cirillo, Polemiche tra i commentatori oraziani del Cinquecento.
Presenta S. Cerasuolo

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